Un Forte che è davvero Belvedere

Firenze è di per sé un museo a cielo aperto al quale aggiungiamo il patrimonio conservato nei luoghi più o meno famosi di musei e gallerie. Non è comune avere anche un’area particolare e intensa dove allestire mostre a cielo aperto come quella del Forte Belvedere, una delle due fortezze che offre una vista su Firenze dall’alto in un’atmosfera di unica tranquillità.

'Critical mass' A. Gramsley

‘Critical mass’ A. Gramsley

Una passeggiata in salita e un po’ di fiatone verrà ripagato da un panorama unico al mondo e fra bastioni e terrazze in questo periodo troveremo anche le statue di ‘Human’ di Antony Gormley.

Human di A. Gromley

Human di A. Gromley

Ogni lato della fortezza ospita in tutto cento opere di questo artista inglese di fama internazionale che grazie alla loro collocazione dialogano con l’ambiente circostante donando all’esposizione il valore aggiunto che evidentemente solo Firenze può regalare.

'Human' A.Gromley

‘Human’ A.Gromley

Fra tutte le statue, il gruppo di ‘Critical Mass’ non passa assolutamente inosservato:dodici figure che raccontano l’ascesa dell’uomo che guarda infine alla città, in un nuovo umanesimo moderno, dedicato a tutte le vittime del XX secolo. La creazione, del 1995, è stata ideata per un vecchio deposito di tram di Vienna e rimarrà a Firenze fino a Settembre.

'Critical mass' di A.Gramley

‘Critical mass’ di A.Gramley

Il Forte Belvedere grazie a ‘Human‘ si trasforma e offre ai suoi visitatori una esperienza indimenticabile e un punto di vista su Firenze diverso e innovativo. Inseritelo nei vostri itinerari nel prossimo viaggio a Firenze, solo dopo aver prenotato il vostro hotel a Firenze con www.vivafirenze.it.

Tutte le informazioni utili:

HUMAN di ANTONY GORMLEY
Firenze, Forte di Belvedere

26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015
Ingresso gratuito

Mostra promossa dal Comune di Firenze - Organizzata da Mus.e
con il sostegno di Galleria Continua e White Cube
Direzione Artistica di Sergio Risaliti, a cura di Arabella Natalini e Sergio Risaliti

Photo credits: Corinna Del Bianco

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